STASH RAIDERS

Stash Raiders
In una terra senza tempo un antico vulcano si è svegliato, sputando fuori con tutta la sua forza qualcosa di coloratissimo… e rumorosissimo, Gli Stash Raiders. Nati dalla potenza di mille suoni diversi e insospettabilmente combinati, sono sbarcati su questo pianeta per salvarci dalla grigia monotonia urbana, portandoci con loro in un viaggio psichedelico fatto di sitar, fiati, violini, ritmi ancestrali e voci che si intrecciano. Una piccola orchestra circense, una tribù di indiani che danzano per la pioggia, una combriccola di aztechi che canta dall’alto di una piramide egizia. Uno stranissimo patchwork di musicisti che hanno tutti provenienze assolutamente diverse , se non contrarie: alla base ritmica, basso e batteria, il duo fraterno composto da Davide Toscano e Luca Caruso (già insieme in Bidiel e Crusade); all’acidissima chitarra Luca De Iorio (Boilers, Raindogs); al sax, violino, sitar, chitarra e voce Davide Iannitti (Loveless Whizzkid); Francesca Giunta aggiunge un magico clarinetto e un piccolo ukulele alla sua bella e fresca voce che si intreccia con quella del direttore d’orchestra, Sacha Tilotta (Three Second Kiss, Hoovers), che oltre a cantare coordina tutte queste belle teste con la sua tastiera e la sua fantasia. Non si sa esattamente cosa ci si potrebbe aspettare da un miscuglio simile, eppure… Un calderone in cui si fonde una base psichedelica con tante sfumature pop, un po’ di garage, un po’ di blues, un po’ di shoegaze, un po’ quello che ci vuoi sentire tu. Si potrebbe prendere una vecchia cartina, di quelle ingiallite e coi confini delimitati dagli HIC SUNT LEONES, e tracciare un percorso in cui gli Stash Raiders ci condurranno con la loro carovana di suono: al Cairo tra le piramidi e la voce del faraone, in India in un tempio abbandonato, in una ziqqurat mesopotamica, alla ricerca del tesoro da mille e una notte. Dunque, non resta che indossare l’elmetto da archeologo, prendere le torce e mettersi delle scarpe comode perché gli Stash Raiders sono arrivati e non se ne andranno dalla testa per un bel po’.
In a land with no time, an ancient volcano has woken up, spitting out form its mouth a colorful and noisy brand new band, The Stash Raiders. They came out of one thousand different sounds you wouldn’t expect they were so good together, and they’ve landed to our planet just to save us from the dullness of our methodic metropolitan lives. The Stash Raider are here to bring us with them in a psychedelic trip made out of sitars, brass, violins, ancestral rhythms and mingled voices. A small circus orchestra, an Indian tribe dancing in the rain, an Aztec crew singing on the top of an Egyptian pyramid. The weirdest mixture of musicians you could ever find, each of them coming from a different background: drum and bass played by Luca Caruso and Davide Toscano (both previously in Bidiel and Crusade), super acid guitar played by Luca De Iorio (The Boilers, Raindogs), sax and violin and sitar (but sometimes also guitar and voice) played by Davide Iannitti (Loveless Whizzkid), Francesca Giunta and her beautiful voice also adds a clarinet and a ukulele to all of this, and finally Sacha Tilotta (Three Second Kiss, Hoovers) conducts all of them by singing and playing his keyboards, but mostly playing with his fantasy. You don’t really know what you would expect from this unusual mix, yet… It’s a melting pot where psychedelic sounds are mixed with pop, a bit of garage rock and roll, a bit of blues, a bit of shoegaze, and a bit of whatever you want. You could pick an old faded map with the HIC SUNT LEONES boundaries and trace a journey through which The Stash Raiders would take us: they would take us to Cairo, among the pyramids and a singing Pharaoh; to India in a deserted temple; to a ziqqurat in Mesopotamia, searching for a lost treasure. So, you’d better wear your pith helmet, grab some torches, and wear you comfortable shoes, ‘cause The Stash Raiders are in town and they won’t get away from your head for quite a while.

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